Cappone no, cappone si, perché?

Non mi nascondo dietro un dito, sono indiscutibilmente onnivora e mangio praticamente qualsiasi cosa che possa essere considerata anche solo vagamente commestibile (come spiegare altrimenti il mio amore inconsulto per un piatto come l’Haggis scozzese?).

Ne consumo abbastanza raramente, ma quando mangio carne lo faccio con gusto. Per questo penso che, pur rispettando e forse anche in un certo senso invidiando la scelta, non potrò mai diventare vegetariana. E non solo per la carne, ma anche per i latticini, le uova, il pesce …

Detto ciò confesso che il cappone qualche problemino di ‘etica animalista’ me l’ha sempre dato. L’idea che questa carne buonissima si ottenga attraverso la castratura  e il taglio di cresta e bargigli dei pulcini mi fa un po’ effetto. D’altra parte a me i Dobermann sono sempre piaciuti con coda lunga e orecchie molli! E’ anche vero però – copritevi gli occhi amici animalisti – che una delle mie passioni più smodate è quella per il foie gras. E lo sappiamo no, come vengono  allevate le oche che lo producono…

Non posso perciò chiudere la questione ‘cappone’ così semplicemente perché c’è un’altro punto di vista che ugualmente mi appartiene, ed è il rispetto per una tradizione gastronomica così antica da risalire ai Romani e che dalle nostre terre è stata esportata in buona parte d’Europa. Mica per niente. Il cappone trasforma il ‘volgare’ pollo in una carne da re per la sua succulenza, la sua tenerezza e per la perdita di quel vago sentore di selvaggina tipico del normale pollame. Come se questo non bastasse, il cappone sta alle nostre tavole natalizie come il tacchino a Thanks Giving in America. Ultimo ma non meno importante aspetto: l’allevamento del cappone rappresenta una cultura contadina che mi è cara e preziosa e, che pur non essendo un’esclusività piemontese, è a tutt’oggi particolarmente presente nella mia regione. Tanto che tra Astigiano e Cuneese sono ben quattro i prodotti tutelati dal marchio PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) o addirittura Presidio Slow Food: il cappone di San Damiano d’Asti, di Vesime, di Morozzo, e di Monasterolo di Savigliano.

E allora? Come risolvere queste mie contraddizioni e scrupoli? Ma contingentando la mia golosità ovviamente. Così una sola volta all’anno, raramente più spesso, chiudo occhi e orecchie alla mia coscienza e mi gusto questa carne favolosa. Seguendo la tradizione il periodo è proprio questo, tra la fine dell’autunno e il Natale. E un’occasione pregiata è senz’altro quella della Fiera del Cappone di San Damiano d’Asti che quest’anno si terrà come per tradizione la seconda domenica e lunedì di dicembre, l’8 e il 9.

Nel frattempo, per prepararmi all’evento, giovedì 22 Novembre avrò la fortuna di essere presente ad un’evento d’eccezione: 6 degli chefs stellati del Piemonte (Ugo Alciati del Ristorante Da Guido di Pollenzo (Cn),Maurilio Garola de La Ciau del Tornavento di Treiso (Cn),Massimiliano Musso del Ristorante Cà Vittoria di Tigliole (At), Davide Palluda All’Enoteca di Canale (Cn), Davide Scabin del Combal.Zero di Rivoli (To) e Luca Zecchin del Relais San Maurizio di Santo Stefano Belbo (Cn)) si faranno testimoni di questo prodotto di altissima qualità. In attesa del racconto che prometto di farvene e se intendete raggiungerci potete trovare tutte le informazioni QUI. Si prevedono straordinarie preparazioni!

Advertisements

7 comments

  1. I miei genitori sono di Cisterna d’ Asti , e mi ricordo bene la castrazione dei capponi quando ero bambina ..Una cosa abbastanza cruenta allora .. son passati anni ormai , E l’ usanza è ; a mezzogiorno di Natale agnolotti in brodo di cappone , poi cappone bollito con ” bagnet verd” .

  2. Pingback: Cappone no, cappone si, perché? | BarMazzini.com

  3. il fois gras è senz’altro, a mio avviso, una delle cose più buone del mondo (ho questo concetto, in cui ci infilo i miei piatti preferiti, tra cui tra i primissimi posti anche le acciughe sotto sale!). e il cappone mi viene donato una volta all’anno (e quindi anche io lo mangio…). però, se è vero che dovremmo pensare a come si ottengono queste prelibatezze (non mi nascondo dietro un dito), è altrettanto vero che dovremmo pensare a come vengono tenute le galline da batteria, in che condizioni vivono. o come vengono trattati i maiali, e così via. anche io mangio poca carne, e quando la mangio la mangio con gusto. e quando incontro un vegetariano con le controlpalle, che non ha scarpe in pelle e non indossa piumini d’oca, lo ammiro e non poco. ma per le vie di mezzo, per chi inorridisce di fronte al bambi ucciso dal cacciatore, e non di fronte alle uova ottenuto da galline che non hanno vita, proprio mi domando “Ma perchè???” e non mi riesco a dare risposta. un bacino e a presto, sere PS evviva i post in cui si possono fare scambi di idee, oltre che di ricette.

  4. Sere, sfondi una porta aperta. Ho volutamente tralasciato quell’aspetto qui perche’ il tema e’ cosi’ complesso che merita tanto di piu’. Lasciami solo dire che – pur non avendo intervistato nessuno dei direttamente interessati 😉 – sospetto che il cappone, anche se privato degli attributi, viva una vita senz’altro piu’ felice (oltre che molto pou’ lunga) del suo povero collega da batteria. A presto.

  5. e mi sa che allora siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda, noi due! 😉 un bacino e a presto, sere

  6. quando sono contraddittoria pure io… dico sempre che mi manca pochissimo per diventare vegetariana, ma ci sono alcune cose “di carne” che proprio non riesco ad evitare… il prosciutto crudo per esempio, o il ragù della mia mamma (che sto imparando a fare anch’io…. ma tanto non viene mai uguale! ^^) o le lasagne, i tortellini fatti in casa…
    quindi posso dire di condividere appieno il tuo punto di vista… epperò il fois-gras sono secoli che non lo mangio proprio per il motivo che dici tu (ma possibile che non vi sia altro modo per farlo???) o la carne di coniglio o lepre (ma questo perchè ho avuto un coniglietto nano per 5 anni e quindi l’idea di mangiarmi un animale che rappresenta qualcosa che m’ha fatto tanta compagnia per degli anni mi fa ribrezzo…) però mangio pesce (poco…) e ho un acquario tropicale in casa… :DDD
    insomma, vivo di contraddizioni culinarie ma il bello della cucina e del buon cibo è anche questo no? ^^

    sai che sono tanto curiosa di assaggiare l’haggis scozzese? ho visto dei programmi in tv dove lo preparavano e mi attira… :P*

    Un caro saluto Collega di Viaggio… ;P

Your comments feed this blog. Alex

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: