coquilles saint-jaques gratinées aux herbes

      

    No, non sono diventata improvvisamente francofona, bastano e avanzano le mie scivolate dall’italiano all’inglese, direte voi. Io però le chiamo così: Coquilles Saint-Jaques. E non sapete le figure da fessa che mi faccio ogni volta che dal pescivendolo mi blocco lì e – per evitare di indicare con il dito – comincio a balbettare ‘ahm, uhm, come si chiamano in italiano? … non Coquilles Saint-Jacques, vero?’
   E’ che cappasanta proprio non mi viene, lo so ma non mi viene. Sarà che le trovo così romantiche, la rappresentazione perfetta della conchiglia, e che il nome italiano mi pare non gli renda giustizia, boh, chissà? Così continuo a chiamarle come si fa in inglese, con questo bel nome preso a prestito dalla Francia. Per fortuna il pescivendolo mi capisce, o ormai mi conosce, o entrambi.
   E la sapete la bella storia che ci sta dietro? Si dice che i pellegrini in viaggio per Santiago de Compostela ne portassero sempre una con sé e che la usassero per chiedere l’acqua per rifocillare il loro cammino. Da qui il nome: Santiago, ovvero Saint-Jaques. A tutt’oggi pare che quelli che furono i luoghi di riposo dei pellegrini lungo la Via Francigena siano riconoscibili per la presenza di una conchiglia incastonata nella muratura. Proprio come questa, sul muro di casa mia!

   Chiudo qui le digressioni. Chiamatele come volete, io le trovo buonissime e le propongo regolarmente come antipasto, spesso preparate come le vedete qui: gratinate con una panure a base di pangrattato, rosmarino ed altre erbe fresche, un filo d’olio. Poi sotto il grill e via.



Ingredienti (per persona):

1 coquille Saint-Jaques (o cappasanta)
1 cucchiaino di erbe miste (vedi sotto)
1 cucchiaio di pane grattugiato
aglio
sale e pepe
olio evo q.b.

    Le quantità sono indicative, regolatevi in modo di avere un buon cucchiaio di panure per ciascuna conchiglia, così da assicurarvi che il mollusco sia ben coperto. Volendo potete conservare l’eventuale panure in eccesso in un contenitore ermetico nel frigorifero anche per alcune settimane e utilizzarlo per altre preparazioni.

    Usate liberamente tutte le erbe fresche che avete (rosmarino, salvia, origano, melissa, timo, maggiorana, santoreggia, etc.), abbondando in particolare con il rosmarino. Tritatele finemente e unitele al pane grattugiato, uno o due spicchi d’aglio schiacciato con un cucchiaino di sale, e una spolverata di pepe. Aggiungete sufficiente olio evo così da rendere il composto compattabile.

   Staccate i molluschi dalla conchiglia con un coltellino. Sciacquateli sotto l’acqua corrente e eliminate il filamento muscoloso che li univa alla conchiglia. Scolateli e asciugateli delicatamente con la scottex quindi riposizionate ciascuno all’interno della sua conchiglia. Coprite uniformemente con la panure e metteteli sotto il grill preriscaldato per alcuni minuti. Appena in superficie si sarà formata una crosticina dorata servite immediatamente.

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6 comments

  1. che conchiglie!!! golose come piacciono a me! complimenti, annoto la ricetta! baci 🙂

  2. io invece sono amante della Francia, che ci posso fare, ho un debole per quella nazione….e per tutto quello che fanno per far conoscere al mondo i loro prodotti, difendono le loro cose, scusami…..queste Saint Jaques sono splendide, anche io le faccio, e poi le conchiglie servono per tante presentazioni….ciao, salutoni

  3. Le adoro, poi preparate in questa maniera, così semplici eppure così profumate, sono fantastiche… ciao, buona giornata

  4. accantoalcamino

    Ciao Alex, a me invece viene facile "capasanta", nascendo in una cità di mare ne ho mangiate tante e rimango delll'idea che la versione che hai presentato tu sia sempre la migliore..si possono cambiare erbe, profumi, ma così si fanno, ciao 🙂

  5. Ciao Alex, ho un piccolo pensiero per te, passa a trovarmi ….

  6. Tanto semplice quanto deliziosa questa ricetta! 🙂 Anche per me, che sono nata in un paese francofono, viene più spontaneo chiamarle Coquilles Saint Jacques! E la storia del pellegrinaggio è proprio vera, mia mamma è stata a Santiago de Compostela e me l'ha portata.

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