il pane e le rose

 

Bread and Roses


As we come marching, marching in the beauty of the day,




A million darkened kitchens, a thousand mill lofts gray,
Are touched with all the radiance that a sudden sun discloses,
For the people hear us singing: “Bread and roses! Bread and roses!”

As we come marching, marching, we battle too for men,
For they are women’s children, and we mother them again.
Our lives shall not be sweated from birth until life closes;
Hearts starve as well as bodies; give us bread, but give us roses!

As we come marching, marching, unnumbered women dead
Go crying through our singing their ancient cry for bread.
Small art and love and beauty their drudging spirits knew.
Yes, it is bread we fight for — but we fight for roses, too!

As we come marching, marching, we bring the greater days.
The rising of the women means the rising of the race.
No more the drudge and idler — ten that toil where one reposes,
But a sharing of life’s glories: Bread and roses! Bread and roses!

     Una magnifica domenica mattina di maggio: mi sono svegliata, ho guardato fuori in giardino e ho deciso di regalare a tutte le donne che mi seguono – o incidentalmente mi incontrano – in questa mia avventura da ‘self-styled foodwriter‘ questa bellissima poesia di James Oppenheim. Oggi è la festa della mamma, ma, mamme o meno, tutte le donne si meritano tanto il pane quanto le rose. La dignità di una vita decente, ma anche un po’ di bellezza e di gioia.

    Ogni giorno conto le mie fortune, che so essere tante. Lasciate perciò che ne condivida alcune con voi, direttamente dal mio giardino. Con il mio più sincero affetto.







   
   Ma torniamo in cucina. Seguendo Oppenheim, dopo le rose eccovi il pane, il mio pane di farina di kamut ai 4 semi.





Ingredienti: 

600 gr farina di kamut biologica
1 cucchiaio di farina maltata di frumento (o di zucchero – leggi qui)
100 gr di semi misti tostati (girasole, zucca, sesamo, lino)
370 cl di acqua tiepida
il succo filtrato di 1/2 limone
1/2 panetto di lievito fresco
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaio di latte
1 cucchiaio di semi di sesamo

    L’impasto e la lievitazione. In una ciotola, setacciate le farine e unite i semi tostati. Sciogliete lo lievito in 50 cl di acqua tiepida e versate sulla farina. Aggiungete il resto dell’acqua, il succo di limone e l’olio e con un cucchiaio amalgamate tutti gli ingredienti, aggiungete il sale. Impastate vigorosamente a mano o con l’impastatrice fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Formate una palla e copritela con della pellicola oliata. Lasciate riposare al caldo per circa 1 ora e mezza o fino a raddoppiamento del volume. Sgonfiate l’impasto impastando di nuovo 4 o 5 volte. Lasciate nuovamente riposare, coperto come prima, per circa 30 minuti.
   La messa in forma e la cottura. Accendete il forno a 200°. Prelevate l’impasto con delicatezza e poggiatelo su una teglia da biscotti dandogli una forma rotonda. Coprite con la pellicola oliata e lasciate riposare per 10 minuti. Spennellate con un po’ di latte e spolverizzate abbondantemente con i semi di sesamo. Incidete la superficie con un taglio a croce utilizzando un coltello molto affilato. Coprite con una ciotola rovesciata sufficientemente ampia e lasciate nuovamente crescere per circa 30 minuti. Nel frattempo il forno avrà raggiunto la temperatura desiderata. Infornate per circa 50 minuti. Controllate la cottura: il pane è pronto se battendolo con le nocche sul fondo sentirete un suono sordo, di vuoto. Se necessario, re-infornate eventualmente per altri 5-10 minuti.
Aggiornamento al 21/10/2011:
Ho mandato questo pane come mio contributo alla raccolta Una Fetta di Pane della mia amica Laura di Pentole di Cristallo.
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8 comments

  1. non ti conoscevo, ma adesso ti seguirò sempre, inserendoti nel mio elenco e mi segno anche come lettore, quel tuo pane mi ha stregato, io sono appassionata di pane, di lieviti e ne faccio di continuo, poi ti faccio sapere….ti ho chiesto anche amicizia su fb..salutoni

  2. E' un grande piacere. Vengo subito a trovarti!

  3. Hai un giardino splendido, grazie pe la poesia, per le rose e per il pane che dev'essere buonissimo. Un bacio

  4. Ciao! Ho trovato il link al tuo blog tra le visite al mio, così ho fatto un salto qua! Hai un blog molto bello: complimenti! Ma le rose della prima foto sono Pierre de Ronsard? Io le ho in giardino e mi sembrano proprio quelle.

  5. Ciao Rita, grazie della visita. Si, si. E' proprio lei, la mia Pierre de Ronsard, una rosa che da enormi soddisfazioni, vero? (e poi la Pilgrim, la Spirit of Freedom, la Baroque e la Andrè la Notre)Contraccambio i complimenti, non per niente sei nel mio blogroll! A presto.

  6. Sì, la Pierre de Ronsard (o, come la chiamiamo a casa nostra, la Piera) dà tanta soddisfazione, anche in vaso come la coltivo io. Anche le altre rose sono bellissime!Grazie, è un onore essere nel tuo blogroll insieme a David Lebovitz e Chocolate & Zucchini!

  7. Rileggere questi versi mi ha fatto venire i brividi… come anche le bellissime foto del tuo giardino, che a loro volta, mi hanno ricordato un'altra poesia da me molto amata "Mignonne allons voir si la rose", appunto di Ronsard… Quanto al pane… quello con i semini doveva essere la mia "rosa", il mio premio, dopo una domenica piuttosto pesante, ma ero così stanca che mi sono accontentata di quello che avvolgeva un kebab comprato. Confido nel prossimo weekend…

  8. sai che non ho mai usato la farina di kamut? prima o poi la proverò… mi mancava solo la ricetta! 😉

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