Garam Masala

     Sono una cultrice del Curry.
     E questa è un’affermazione che può finire solo con un punto. Semmai potrei aggiungere che questo vale per tutta la cucina etnica, nessuna però come quella indiana. Sono nata in Italia ma ho vissuto una parte considerevole della mia vita in Inghilterra. Quando sono tornata in Italia non ero più la stessa. Per di più mi portavo dietro un marito Inglese/Australiano (responsabile del mio ritorno in Italia, io per me, sarei ancora là!).  Ma quello che è più importante è che in Inghilterra ci ho passato gli anni più determinanti per la mia personalità. Per dirne una là ho studiato. Ma in Inghilterra ho anche imparato a cucinare.
   E non ditemi adesso che in Inghilterra si mangia da schifo. Questo non è altro che un preconcetto tutto italiano. La ricchezza del cibo inglese sta in parte in una cucina autoctona che, dopo un periodo di dimenticanza, è ormai pienamente riscoperta. Ma soprattutto nelle importanti influenze esotiche permeate attraverso secoli di Impero e di internazionalità. La cucina fusion l’hanno inventato loro, gli inglesi, ma non da 10-15 anni, più qualcosa come 500 anni fa, all’incirca ai tempi Shakespeare. Aggiungeteci che Londra è risaputamente il melting pot per eccellenza, dove da decenni si incontrano e si fondono le culture di tutto il mondo, e non può stupire che già all’inizio degli anni ottanta era per me normale mangiare una sera in un ristorante filippino e quella dopo in uno africano. Con questo mischiarsi di gusti e sapori, verdure, frutti e spezie esotiche, è maturata la mia cultura del cibo.
   E così che mi ritrovo ad inorridire quando spesso sento parlare di curry come se si parlasse di una spezia. Sbagliatissimo. Il curry è un modo di cucinare. Ricco di spezie, che variano in qualità, proporzioni e modalità d’uso volta per volta.  Quelle miscele che si trovano sugli scaffali dei supermercati, dal loro canto invece, danno risultati dal gusto standardizzato e banale. Io faccio così, le evito. Ed invece uso le singole spezie a seconda dei casi. Oppure, quando una specifica miscela di spezie è richiesta, me la preparo da me così da averla sempre fresca e bilanciata secondo il mio gusto.
   Qualche tempo fa ho postato un’articolo sulle English Mixed Spices. Oggi ho pensato di fare lo stesso per il Garam Masala.  Prima però devo chiarire cos’è e come si usa.

Il Garam Masala è un mix di spezie che si usa in piccole quantità e, generalmente, verso fine cottura. Oppure, a cottura terminata, lo si usa per spolverizzare i cibi prima di servirli. E’ usato per lo più nel Nord dell’India e in Pakistan ma, oltre alle tante versioni regionali, sono certa che ogni casa abbia la sua ricetta di famiglia.

Da sempre io ho adottato la ricetta di Madhur Jaffrey, la mia sola e unica ‘guru del curry’ (se non conoscete i suoi libri ve li consiglio, tutti). Qui la condivido con voi.

Ingredienti:

1 cucchiaio di semi di cardamomo
1 pezzo da 5 cm di cannella
1 cucchiaino di semi cumino
1 cucchiaino di chiodi di garofano
1 cucchiaino di pepe in grani
1/4 di una noce moscata
World cuisine:
a message of peace and integration.
    Mettete tutti gli ingredienti in un macinino da caffè elettrico. Azionate sino ad ottenere una polvere fine. Conservate in un barattolo ermetico.


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2 comments

  1. Post interessantissimo, Copio immediatamente questa ricetta per garam masala. Grazie

  2. Eka

    Anche io sono un'adoratrice del curry!! Guai a chi lo tocca!! Non vedo l'ora di provare a fare il garam masala!!! Grazie anche per la dritta sui libri di Madhur Jaffrey ;))))

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