Radiatori con ricotta al timo e fiori di lavanda

    Come succede spesso, oggi avevo a pranzo un amico che è anche il nostro giardiniere+uomo-di-fiducia+tuttofare. Una specie di contratto informale prevede che quando lavora da noi parte del compenso sia costituita dal ‘vitto’ (quando comincerà a chiedere anche l’alloggio ve lo farò sapere. LOL!). E’ una splendida persona, ma di quelli che per quanto riguarda il cibo può alla meglio essere definito un tradizionalista. Credo che niente per lui abbia mai battuto le cotolette impanate che gli cucinava la madre. Non so se rendo l’idea. Beh, a casa mia ha vita dura perché lo costringo a sperimentare continuamente l’ultima idea che mi è appena passata per la testa.
   Come oggi. Poco tempo per cucinare, ancora meno per fare una spesa ad hoc. Però, il neurone gastronomico era bello attivo. Così alle 12,45 dico: butto una pasta, ok? Si, ma con cosa condirla?
   Fortuna vuole che ieri avevo fatto una scappata al mercato del paesino a fianco. Lì quasi tutti i lunedì c’è la Giulia. Personaggio importante, la Giulia. Questa mia vicina di collina – di cui non conosco bene la storia ma sicuramente so che è una persona di quelle che a un certo punto della vita si reinventano – alleva capre. E … dal loro latte produce alcuni dei migliori formaggi che io abbia mai assaggiato. Qualche esempio: il suo famoso ‘Tal dul Beck’, un taleggio di capra da svenire, il cremosissimo ‘Blu’, il ‘Primosale di Capra’, che solo a scriverne mi colano le bave. E la ricotta. Una cosa grigiastra e  bruttina allo sguardo, ma che quando l’assaggi…
   Ieri mi ero appunto portata a casa una di queste ricottine. Il condimento della pasta è venuto da solo. Mi è bastato pensare in sequenza: con la ricotta cosa ci metto? Del timo. E con il timo? Un pizzico di fiori di lavanda!
   Il mio amico tradizionalista (a cui non dico mai cosa sta per assaggiare!) ha commentato con un ‘uhm, questa pasta si lascia mangiare’. Tradotto equivale ad un ‘buonissimo’. Ed ha proceduto a spazzolare lo spazzolabile.







Ingredienti:
200 gr Radiatori  Garofalo (o altri formati) 
150 gr ricotta artigianale di capra
1 cucchiaio di timo fresco tritato (o 1 cucchiaino di timo essiccato)
1 pizzico di fiori di lavanda
olio evo, sale e pepe per condire
   Cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Nel frattempo in una ciotola, schiacciare la ricotta ben scolata con una forchetta. Condire con olio evo, sale e pepe. Incorporare il timo fresco o essiccato.
   Scolare la pasta, versarla in una zuppiera, unire la ricotta condita ed eventualmente stemperare con un cucchiaio dell’acqua di cottura. Amalgamare bene e spruzzare con un pizzico leggero di fiori di lavanda. Servire immediatamente.

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3 comments

  1. Ale..che dire…ma la Giulia non si può importare in Francia?? :)mi piacerebbe ripetere questo piatto…timo e lavanda dev'essere una meraviglia!bacioni

  2. Eh, eh, la Giulia è nostra e non si tocca! Per la ricetta…please, be my guest! Poi, un piatto con la lavanda ci sta bene in Francia, no? (anche se mi sa che sono più vicina io ai campi di lavanda di Provenza che non tu nel tuo Nord. LOL!)

  3. sei stata bravissima, complimenti!

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