una ricetta per L’AQUILA

    6 aprile 2011, due anni fa’ crollava L’Aquila, vittima del terremoto. A due anni dal sisma la città si è trasformata in una ciambella, un agglomerato senza centro e senza cuore pulsante. La ricostruzione fisica è ancora di là a venire. Ad oggi non si è neanche ancora terminato di mettere in sicurezza gli edifici danneggiati e rimuoverne le macerie.
Immagine da http://www.laquilanuova.org
   Gli Aquilani si sono in buona parte dispersi, tra quartieri dormitorio ed altri luoghi d’Italia. Ma soprattutto si è dispersa la comunità sociale e culturale ed è boccheggiante quella economica, colpita tanto duramente quanto il patrimonio edilizio, ma per la ricostruzione della quale non esistono né impegni né programmi.
   Tante sono le immagini disponibili sulla rete che riportano una realtà ancora in macerie. Ho scelto questa perché mi è parso emblematico l’accostamento alla ‘città morta’ di Pompei.
   E una città morta è quello che L’Aquila continuerà ad essere se l’impegno della nazione continuerà ad essere di facciata e non di sostanza, concentrato ad immagine simbolo quando e solo se questo fa audience, per poi dimenticarsene nel corso delle giornaliere scaramucce mediatiche, politiche e, per qualcuno, giudiziarie.
    In questo blog io mi occupo solo e umilmente di cibo. Però ho pensato che oggi potevo dare una piccolissima testimonianza che L’Aquila, i suoi morti ed i suoi vivi, non sono e non possono essere dimenticati.  Per questo ho scelto di preparare e postare la ricetta di una specialità Abruzzese, i Pepatelli, biscottini a base di miele insaporiti con buccia d’arancia e, come suggerisce il nome, pepe. In realtà sono tipici del Natale, ma per qualche ragione il loro gusto, assieme dolce e piccante, mi pare a suo modo indicato per ricordare una realtà così dolorosa e complessa.

Ingredienti:

300gr farina integrale
300gr miele di fiori d’arancia
300gr mandorle
la scorza grattugiata di 3 arance non trattate
1 cucchiaino di grani di pepe pestati al mortaio

   Unire la farina, il pepe (la quantità di pepe è strettamente preferenziale), le mandorle e la scorza di arancia. Fate sciogliere il miele scaldandolo a bagnomaria e aggiungetelo agli altri ingredienti. Impastate ad ottenere un composto compatto.
   Formate due filoncini schiacciati da circa 4-5 cm di diametro e 20cm di lunghezza e appoggiateli su una placca da biscotti rivestita di carta da forno. Infornate, in forno preriscaldato a 180°, per circa 30 minuti.
Rimuovete e tagliate mentre ancora caldi in fette oblunghe di 0.5 cm di spessore. Ritornate queste sulla leccarda e quindi nel forno spento, ancora caldo, per circa 10 minuti in modo da renderli più croccanti.     Lasciate raffreddare, servite con il VinSanto o con uno zabaione caldo in cui intingerli.
   Credits:  il mio rapporto diretto con L’Aquila è estremamente blando –  la ex-moglie di un cugino, la suocera di mio fratello, quest’ultima in realtà neanche di L’Aquila ma molisana – e i pepatelli li avevo mangiati in precedenza solo un paio di volte. Sono quindi andata a spigolare sulla rete alla ricerca della ricetta. Tra le tante presenti sono in debito in modo particolare per l’ispirazione con quella postata dal blog Note di Cioccolato che ringrazio.
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6 comments

  1. Sono una studentessa aquilana,e di quelle foto che hai viste nella rete ne conosco molte.Un vero peccato vedere l'Aquila oggi, ma io ci spero…spero che un giorno la rivedrò bella come quando ci sono arrivata la prima volta 14 anni fa!Grazie per il post e per la ricettina ( ma lo ai che non li ho mai mangiati?:O, dovrò provarli!)

  2. Ely

    speriamo… davvero speriamo che si riesca a ricostruire a rifare a rivivere… tanti morti e tanto dolore…..grazie davvero… la ricetta mi sembra stupenda! baci

  3. @ Cran Berry: la città in cui si studia, soprattutto se è una vera città universitaria com'era L'Aquila, rimane per sempre nel cuore. Ne so qualcosa anch'io.@ Ely: come sempre mostri il tuo cuore gentile. xxx

  4. Spero di cuore che L'Aquila riesca davvero a superare quel brutto evento.. sono molto legata sia alla città che alla gente del posto! Gran bella ricetta e gran bel post! Un abbraccio

  5. …e un altro anno è passato, ma il tempo non guarisce nè le ferite dell’anima, nè quelle di una città ancora iprofondamente ferita… grazie per i biscotti, sembrano buonissimi

    • Già le cose non sono migliorate ma anzi. Le scelte fatte di costruire delle new town nel mezzo del nulla, i finanziamenti finiti dove non si sa, il fuoco di paglia (o di banconote?) del famoso G8, e chi più ne ha ne metta, hanno solo portato ad una distruzione della città più strisciante e profonda di quella del terremoto. Avevo considerato l’idea di fare un nuovo post ma poi ho abbandonato l’idea. Se questa si trasforma in una ‘ricorrenza’ rischia di avvallare lo status quo ancora di più di quanto non già sia.

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