Il burro salato e l’uovo (di Colombo)

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Il burro. Ingrediente base, ma anche un po’ l’oro bianco delle nostre cucine, per lo meno se ci fermiamo a considerare quanto poco ce ne possiamo concedere per il bene della nostra salute e del nostro giro vita.
Ed io, infatti, posso dire di averlo quasi completamente eliminato dalle mie ricette a favore del molto più sano e Mediterraneo olio EVO. Beh, certo come in tutte le regole che si rispettino qualche rara eccezione naturalmente c’è. Una noce per mantecare il risotto o condire delle verdurine al vapore, un pochino per ungere le teglie, il minimo indispensabile nei piuttosto rari dolci che preparo e, se proprio voglio strafare e mi sento propensa alla trasgressione domenicale, un filo nel padellino per cucinarci un uovo a colazione.
Questo non significa però che nel frigo di casa non ci sia sempre un panetto di burro, anzi. Perché quell’altra metà delle mie radici, quella nordica per intenderci, impone che il burro venga utilizzato sulle fette di pane tostato del mattino (e a volte anche di un improvvisato snack pomeridiano – wicked!). Sarebbe impensabile farne a meno, non saremmo più i Carracher – o gl’ingleis come ci chiamano i nostri vicini;)))))).
Questo uso del burro rigidamente, o principalmente, a crudo implica per altro anche un palato molto affinato e degli standard di qualità che sono tutto fuorché semplici da mantenere. Prima di tutto il burro a casa mia deve essere tassativamente salato. Non è concesso l’ingresso a quella tristezza di burro danese che è tra i burri salati più diffusi (Lupark, tanto per non fare nomi). Abbiamo vissuto un po’ di anni in Germania, detestando profondamente tutto il burro tedesco che ancora mi chiedo con cosa lo facciano. Insomma, da anni ormai ero entrata nell’ordine di idee di fare periodicamente 60km all’andata e 60km al ritorno per raggiungere il più vicino Auchan e fare scorta dell’ottimo burro d’Isgny che questi signori commercializzano, scorta che poi andava a riempire un angolo del freezer.
Ma ora, improvvisamente, quei giorni sono finiti! Potrei dire di aver avuto una rivelazione, ma in realtà, molto più prosaicamente, sono incappata nel post di Valentina Bonaccorsi su Blog di Cucina 2.0 e ho scoperto ciò che intimamente già sapevo ma evidentemente non avevo mai razionalizzato – un vero e proprio uovo di Colombo – ovvero, che fare il burro in casa è semplicissimo!
Cosa serve? Dimenticate zangole e altri strumenti ormai astrusi. Basta un semplicissimo robot da cucina o, se non l’avete, un frullatore ad immersione (anche se questo non avendo un paraspruzzi vi costerà un po’ di lavoro a posteriori per ripulire gli inevitabili schizzi), un tot di panna fresca, et voilà, il gioco è fatto. Come se questo non bastasse nel produrre il burro produrrete anche il latticello, ingrediente meraviglioso per pane e dolci sofficissimi.
Comunque, per chiunque fosse interessato alla produzione casalinga del burro, vi descrivo i dettagli di ingredienti e metodo – leggermente variati rispetto al post originale di Valentina – che ho impiegato. Va da sé che, così come io ho fatto il burro salato, voi possiate farlo come preferite: semplice o con l’aggiunta di erbe o altro. Sbizzarritevi.
Ingredienti (per un panetto di burro salato da 200g)
  • 500 ml di panna fresca
  • 1 cucchiaino di sale
Metodo:
  • Versate la panna nella ciotola del robot da cucina con le fruste montate. Unite il sale. Azionate il robot come se doveste montare la panna.
  • Quando la panna è montata, continuate a lasciare il robot in azione. Dopo alcuni minuti vedrete che panna comincerà a separarsi in una parte solida (il burro) ed una liquida (il latticello) –  è  a questo punto che un robot munito di paraspruzzi risulta di gran lunga preferibile ad un frullatore ad immersione! Quando  il composto solido comincia a staccarsi dalle fruste il burro è pronto.
  • Scolatelo, riservando il latticello se intendete usarlo, e compattatelo tra le mani a formare una palla. Risciacquate quindi velocemente sotto acqua corrente fresca.
  • Tagliate una striscia di carta da forno di circa 15 cm. Disponete la palla di burro nel centro, ripiegate un lembo della carta sopra di questo e appiattitelo in una forma a panetto utilizzando un mattarello. Avvolgete bene e riponete in frigo.
  • Per la scadenza considerate circa 15 giorni oltre la data di scadenza indicata sulla confezione della panna (avendo estratto solo la materia grassa il burro dura di più). Ovviamente, se necessario potete conservarlo molto più a lungo nel freezer.
Se intendete produrre del burro aromatizzato alle erbe, mettete queste in infusione nella panna la sera prima e filtrate la panna prima dell’uso.
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Ingredients (makes 200 g of salted butter)

  • 500 ml fresh cream
  • 1 tsp sea salt

Method:

  • Pour the cream into the bowl of a food processor fitted with the whip attachment. Add the salt. Turn it on and operate as if you were to make whipped cream.
  • When the cream is fluffy and peaking, continue to leave the food processor on. After a few minutes you will notice that the whipped cream starts to separate into a solid (the butter) and a liquid part (the buttermilk) – it is at this point that a free standing food processor equipped with a splash cover is by far preferable to a hand blender! When the solid part begins to detach itself from the whip blade the butter is ready.
  • Drain, reserving the buttermilk if you intend to use it, and pull together into a ball between your hands. Rinse quickly under cool running water.
  • Cut a strip of parchment paper about 15 cm wide. Place the ball of butter in the center, fold one end of paper over and slightly flatten with a rolling pin. Wrap well and store in refrigerator.
  • Expect the butter to last 15 days beyond the expire date printed on the cream package (having separated the fat part the butter will lasts longer than the cream). Of course, it can be kept for much longer if stored in the freezer.
  • If you intend to produce herb flavoured butter, steep them in the cream the night before, then strain before use.

6 comments

  1. questa proprio non la sapevo, semplice da fare e se ci pensi per natale cade proprio a fagiolo!ciao a prestoValeria

  2. lo voglio! anche a me piace salato! poi se fattao in casa ancora meglio. Ma lo sai che quello prodotto qui in Marocco non mi dispiace? un sapore di genuino che non ritrovavo da tempo.baciotti

  3. Allora grazie di essere passata , il contest l' ho visto su good recipes ci penserò ! intanto io son diventata tua follower ora aspetto te ! ciao Anna

  4. Dedicato alla crisi del burro in Norvegia!

  5. Non so come sono incappata in questo post: è un'idea geniale!!!! anche perchè così si ottiene anche il famoso LATTICELLO!

  6. Fab

    Proverò ! Nel frattempo, siccome il tuo blog mi piace molto,l'ho inserito tra i miei awards di "The versatile blogger".Se ti interessa puoi leggere come partecipare: http://fabianacanale.blogspot.com/2012/02/versatile-blogger-e-7-cose-su-di-me.html

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